Calendario
E lì sospirò il ricordo attratto dalla quiete della campagna.
Mi sciolgo in mille rivoli quando il pensiero fa capolino nel piacere naturale
del bosco a me caro.
Rivedo le betulle imperiose abbracciarmi con le loro fronde in un mistico colloquio.
Calda la mia natura immersa nel tepore delle Primavere, gioie liete della mia libertà.
Quando l'azzurro della nudità del Cielo si copre della mia fantasia canto d'orgoglio e di vanità.
Accudire le ansie nell'alveo della speranza non mi rende più pellegrino della mia irrealtà.
Sguardi lontani a contar le stelle di notte mi rendon capace di avere una coscenza.
Nel calendario delle mie strane follie annovero sempre la fede.
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Commenti (1)
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Sadness18 ottobre 2011
Personalmente trovo il contenuto di questi versi molto bello, forse anche molto di più di tantissime altre che meglio si presentano, complimenti all'autore ... bella immagine.