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Sociale 22 ottobre 2011 · lettura 1 min · 2647 letture

Cento passi

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paolo corinto tiberio 318 poesie pubblicate
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non eroe ti pensai quando nella carne dilaniata e sparsa sui binari ti trovò la morte comandata ma giovane compagno ti piansi, Peppino assieme ai superstiti tu, il tuo coraggio dall'afasia riscatta e dalla viltà seguenti
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è un ricordo per un giovane assassinato15 luglio 2013
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L'autore
paolo corinto tiberio

Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto

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Commenti (5)

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Mariasilvia29 ottobre 2011

Complimenti. Una poesia ben formata e di contenuto, incisiva e diretta. Non una lettura "qualsiasi".Bravo! Mi è sfuggiata, l'apprezzo molto e trovo lodevole la scelta.

Gabriele Chiaramonte29 ottobre 2011

Tema fortemente centrato, e particolarmente incisiva... ma la forma e la poca musicalità tendono a far perdere la potenziale bellezza del testo. Cmq complimenti

Michele Tropiano4 novembre 2011

Io l'ultima strofa non l'ho capita, in particolare l'ultimo verso... Mi fai la parafrasi??

Arcangelo Galante10 giugno 2012

L'autore parla di una "morte comandata", annunciata dall'arrivo di un treno che dilanò il "giovane compagno Peppino", di cui si piange la morte. La poesia è davvero toccante, per il delicato tema sociale trattato che, indubbiamente, viene affrontato dal poeta con evidente pathos.

Elena Poldan20 luglio 2013

Un omaggio ad un piccolo, grande uomo, che osò sfidare, attraverso la radio libera aut, da lui fondata, un apparato gigante, incurante del padre che se ne era era reso succube; pagò con la morte, ma vivono ancora la sua forza e il suo coraggio.