"ultimo istante"
e ancora un giorno chiese
alla venere nera,
che potesse salutare
la gente vera, quella
pensante con una rosa in mano,
ridente con un sorriso giusto,
sincera con gli occhi di sole,
amica di altra stagione,
compagna di antico amore, e
poi lei
unica essenza di vita,
sola certezza di un fiato
sicuro vicino afflato, e
inghinocchiato per l'ultima preghiera,
rivolto lo sguardo alla mano scarna,
si fece accompagnare con timore,
nel luogo eterno, con palpitazione
sperando di trovare pace e gioia,
che mai ebbe su questa:
maledetta terra
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Commenti (3)
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P
Paolo Morganti24 ottobre 2011
Se si fa riferimento alla donna ottentotta sfruttata come fenomeno da baraccone con una vita delirante e sconclusionata allora debbo dire che il pensiero è fortemente solidale e accorato per una giovane donna sfruttata barbaramente, altro poi non so dire e se sbaglio caro Vincenzo correggimi.
C
Citarei Loretta Margherita24 ottobre 2011
penso che questa tua poesia, se fosse ancora in vita, molto avrebbe ispirato fabrizio de andrè,meravigliosa, fioccco
Splendido Leotta Michele29 ottobre 2011
spesso s'incontra nella vita l'impostato qui con delicatezza infinita poetica... quello che deprime il cuore per un fantastico fiore... POESIA VERAMENTE SPLENDIDA E MOLTO SENTITA... MERAVIGLIOSA
