quattro Novembre
Un giorno di vittoria
il giorno del dolore per chi c'era
ed ora il ricordo di quei dispersi
o persi
nelle nebbie del Carso
o del Tagliamento.
Là col fango fino alle ginocchia
ed il cuore in gola e non solo quello
ad aspettare la loro ultima ora
per combattere solo per sé stessi
e non per la Patria d'altri.
Il giorno del dolore
lo si può vedere salendo là in alto
dove i cimiteri sono aperti
alle pene dell'anima e del cuore.
Sono anime senza nome
dove il cuore non ha pietà di nessuno.
Lassù dove neppure le aquile
si cibavano dei corpi
ci pensavano i corvi
e facevano festa dopo la battaglia
e dove la morte camminava
ora c'è vita
rifiorisce di prati e fiori.
Là riposano le anime
stanno nella terra
la terra è la loro madre
e finalmente li riabbraccia
in pace riposano
per un giorno di gloria.
Dimenticati da tutti
proprio da tutti.
©
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Commenti (1)
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R
Ronny2 gennaio 2006
Bellissima, chi è caduto lottando cercando di cambiarci la vita in meglio, spesso oggi viene dimenticato invece di essere glorificato, e tu in questa poesia mi sembra che lo sottolinei proprio bene... mi piace bravo...