Attesa
Fragranza fuori stagione,
lontano dal nulla,
dentro al corpo.
Ora dove risiede?
Dove si trova?
Chi sorride?
Cosa prova?
Io, sole spento.
Avrei voluto fosse lei,
quel suo respiro,
il pensiero caldo,
mani sottili,
il piano,
musicalità nello sguardo.
Avrei voluto fosse lei,
qui ad accompagnarmi.
Qui persino con i suoi lamenti,
le sue parole,
la sua sofferenza.
E il profumo ritorna,
prima il suo,
poi il nostro,
il mio nel suo,
ed entra e cancella.
C’ero una volta,
disincantato,
ero lì,
non più solo,
con un senso.
“Amato”?.
Era Lei,
Ero io,
con lei,
perso, me stesso.
Eravamo.
Lei è sempre Lei.
Avrei voluto i suoi capelli grigi,
la sua essenza stagionata,
Il passaggio del tempo,
la voce pacata.
Avrei voluto fosse qui,
in questo istante,
tra le mie braccia,
tra le sue.
Io, morente.
E adesso calvo,
stagionato,
stanco dell’attesa.
Solo nel tempo, passato,
nascosto dalle rughe,
abbandonato persino dal senno.
92 anni,
10 senza lei.
Sono qui ancora,
non dove vorrei.
©
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