Ceylon
Pantaloni lisi
Scarpe oltremisura
Occhi color pelle
Sguardi che non avvertono paura.
Ai margini della stazione
Attendo il mio tempo
E osservo Ceylon passare.
Ventilatori stanchi
Riprendono il flusso
Senza fiatare:
Color arancio monaco
Lunghe code e silenzio
Lunghe trecce e veli bianchi.
Bianche mura
Di un grigio passato coloniale
Delimitano l’orizzonte.
Tchuf tchuf tchuf
Il treno si affaccia sulle sponde.
Cane senza padrone
Lecca ferite di strada
Piccioni nidificano
Sull’orologio sopra l’inferriata
Mentre scimmie affamate
Ringhiano all’ombra dell’arcata.
Vanno e vengono bambini
Giocano e sorridono
Dormono aggrappati alle madri
E quando si risvegliano
Sono già maturati.
Una donna attira l’attenzione
Scarpe firmate
Vestiti provenienti da un’altra nazione
Auto luccicante
nel parcheggio della stazione.
Perché?
Penso alla classe sociale
Al destino
Alle possibilità
Alla destinazione.
Biiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
Il treno è pronto a partire.
Mi scrutano
Ci studiamo
Consapevoli
Con dei nostri rispettivi bagagli
Siamo:
Viaggiatori di passaggio
Sullo stesso treno.
©
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