Guaiti soffocanti
Giovanni Chianese
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Colano a picco
in oceani amorfi
soffocanti guaiti
nel naviglio della morte.
Agnelli impauriti
tra acque maligne
belano salvezza.
Scende ravveduta anima
negli oscuri abissi
e con tese mani
salva il misero gregge
d’inganno in agonia.
Oltremare licantropi
del potere con argutezza
allevano agnelli
per godersi la carne
e finanche brandelli.
Carne contusa
impinguata di promesse
morente nell’attesa
dell’estremo anelito.
Eppure uno zucchero
filato d’amore
basterebbe a smorzare
sete e fame
anziché sedare
cruente sommossa.
Soffre e pulsa d’amore
questa casta senza dimora
che nell’orrore perisce
senza acino di clamore
e intanto il potere inghiotte
magri mansueti ovini.
Ed ora che son lì
nella paranza della salvezza
sulla sponda d’altri oceani
vanno in cerca di clemenza.
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L'autore
Giovanni Chianese
Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
Commenti (1)
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Silvia De Angelis31 ottobre 2011
Sempre temi di non facile stesura, predilige questo splendido autore, che si sofferma, con eleganti metafore sulla piaga degli emigrati, divenuti ormai uno strumento in mano di aguzzini senza scrupoli... Lirica apprezzata

