Pepite
Luciano Tarabella
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Queste giornate grigie e senza foglie
d'un autunno immaturo ancora incerto
mi trovano annoiato e senza voglie
con tutte le difese allo scoperto.
Ogni nodo intricato mi si scioglie
in una operazione a cielo aperto
e col rimpianto antico si raccoglie
a formare una duna nel deserto.
Ma che ne sanno loro, amore mio,
di quando l'incontrarci era esplosione
e vivevamo immersi in un tesoro?
Non ricordo perché ci fu l'addio
ma tu, dolce fanciulla, sei il filone
da cui scavo le mie pepite d'oro.
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L'autore
Luciano Tarabella
Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
Commenti (1)
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Caterina Tagliani31 ottobre 2011
Un sonetto davvero stupendo e che raramente si leggono... non ricordo l'addio... ma l'ispirazione continua malgrado l'autunno e le difese che sembrano essere perse in queste ...giornate grigie. Molto bella davvero, complimenti

