"il conto"
e, in solitario silenzio,
odo un strano richiamo,
vedo una luce accecante,
sento un pessimo odore; e
nuvole d'improvviso sparite,
l'aria si fa greve, greve,
in gola un sapore acidulo, acre,
animali improvvisamente quieti,
intorno calma ovattata, piatta; e
passi silenziosi, felpati, unici
come pantera nera,
predatrice bellissima,
compari dinanzi al letto sinuosa,
scivoli accanto come amante procace,
m'abbranchi, m'avviluppi, mi stringi
in una morsa bestiale amorosa,
atmosfera idilliaca, primordiale; e
cerco di capire il gioco,
il fine ultimo, lo scopo,
il nesso, il tutto o il nulla;
voglio sperare ancora,
che non sia tu signora,
ma mi chiedi il conto:
la vita
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Commenti (3)
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perlanera3 novembre 2011
Pensa che mondo sarebbe se non esistesse la morte... oppresso da creature immortali che ad un certo punto dovrebbero rinunciare a mettere al mondo bambini (ma anche cuccioli di altre razze, animali e vegetali) ... Credo che la vita abbia bisogno della morte per rigenerarsi...
G
Gianluca Aldeni4 novembre 2011
Un conto salato, un prezzo alto da pagare, ma la consapevolezza anche che un ciclo è finito. Poi, il Mistero
ilaria montali5 novembre 2011
Un elogio a questo verseggiare che descrive il momento in termini coinvolgenti e suggestivi, con il residuo di speranza, che non ancora l'ora.

