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Riflessioni 4 novembre 2011 · lettura 1 min · 2274 letture

Testamento biologico

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India 406 poesie pubblicate
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Le vene m’ingannano il sangue viaggia al buio scorre lento… lento D’improvviso impazzisce va sempre più veloce straripa e poi si blocca Non ci sono, o ci sono ma gli altri non lo pensano, scuotono la testa, io non posso farlo la testa è ferma le dita ferme gli occhi chiusi la bocca serrata una poesia o una preghiera mi tengono compagnia in quel buio perenne per giorni per mesi non lasciatemi così le poesie non mi bastano le preghiere nemmeno non lasciatemi così levatemi l’ossigeno levatemi la vita
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Rientra tra i miei incubi più profondi. Chiedo pietà e... autodeterminazione

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India
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Commenti (2)

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Gerardo Novi4 novembre 2011

...e si che fa riflettere... ma poi qual'è il vero coraggio? chi sarà l'egoista? non so!!!! Lirica dalle mille riflessioni (magari non condivisa tutta) ma veramente molto apprezzata

Enrico Baiocchi5 novembre 2011

Leggendo questa lirica quella paralisi sensoriale che narra l'autrice si trasmette al lettore, impedendogli, anche volendo, di soddisfare l'assurda preghiera di eutanasia invocata. E' sicuramente difficile capire dove riesce a condurre il mal di vivere, quella sensazione di emarginazione ed inutilità che può assalirci, ma credo comunque che rinunciare alla vita non sia un atto di coraggio, il progetto per cui siamo al mondo non è nel nostro sapere, per quanto banale possa sembrare questa convinzione. Forse è proprio questa poesia che può aiutare più della preghiera.