Le stanze del tormento
Per i tuoi occhi,
mistiche visioni,
coppe ricolme
di vino ed assenzio;
per il tuo cuore,
perla incastonata
nel petto da dea;
per le tue labbra
frutti maturi
al sole sole malato
dei meriggi di Marzo.
Per questo io vivo
Venere bianca e crudele;
bruciano in me le notti
straziate dalle tue unghie
sporche di sangue e sudore.
Le mani ansiose di sfiorare
il tramonto dell'innocenza,
l'estasi di corpi e anime
lapidate con carezze
dure come pietre;
e vivono i ricordi
delle notti violentate
per amare nuove aurore
e violentare anche quelle
perchè ci mancavan le notti.
Ma taci ora, ricordo crudele,
ho ritrovato le mie luci
ed esco dalle stanze del tormento.
©
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L'autore
Gianpaolo
Sono nato 27 anni fa ad Avezzano (AQ). Dopo aver speso l'adolescenza a scrivere canzoni e ad andarmene in giro a suonarle con il mio gruppo ho deciso di mettere la testa a posto. Mi sono tagliato i capelli e sono andato a Viterbo per studiare archeologia medievale. Mi sono messo sotto di brutto ed ecco che in quattro a
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