Spaccati di vita (La Vucciria)
Giovanni Chianese
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Raffiguranti scene
statiche nel brulicante
teatro del moderno andirivieni
a rivivere stanno
spaccato di cultural vita.
Mimica d’entità concrete
altisonanti di parole
s’incrociano a delineare
vitalità antica e moderna
in eccelsa composizione ricercata
come ad integrare tradizionale vetusto
perpetuante di voci e urla diafane
snocciolate da echi risonanti.
Iride di miscugli mangerecci
tra frasari vivaci a farsi spazio
in anguste viuzze e cunicoli
di addobbanti purpuree macellazioni
soprastanti cesti d’aromi pungenti
un misto di spezie e varietali fruttiferi
quasi a comporre la natura
a dimostrazione di esumante
decadenza cinquecentesca.
Profumo d’antica tradizione
e tormento moderno urbano
contrastano nell'armonica fusione.
©
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L'autore
Giovanni Chianese
Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
Commenti (1)
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carla vercelli5 novembre 2011
Nessuna parola è messa a caso in questa bella poesia, per delineare spaccati di vita, a partire dalla tela di Guttuso, che non è altro, secondo me, che una gigantesca natura morta, tipica della pittura decadente cinquecentesca, mescolata con il tormento dell'uomo moderno, che non trova più, a parer mio, lo spazio verticale che lo sollevi dal mondo materiale. Bel lessico e profondità nel testo del poeta.

