Faccia di marmo

Bussò
una e due volte, faccia di marmo
chiuso nell'abito scuro di convenienza,
vecchia torre sguarnita in putrescenza crollata
di macerie sull'occhio sfatto.
-passava a misurare-
Una, due, tre volte, meticolosamente.
"L'interno rosa di tulle e seta?
...mi sembra possa andare."
Cerea
occhidigiglio tumefatto, i lunghi capelli ammatassati
che furono poltiglia di sangue mistocervello
sostava immobile in senza fine spazio
le mani piccolette giunte in morsa ferrea sul petto.
" Sì. "
Sentenziò faccia di marmo
-tanto nessuno lo stava ad ascoltare-
" di tulle e seta rosa... mi sembra possa andare."
Forse
il suo collo gelatinoso a tutto avvezzo,
il volto fermo a contrastare, ebbe un sussulto rapido...
Stelladigiglio in pallore era solo una bambina
" Ma qualcuno la dovrà pur seppellire!"
Voltobassorosso, farfugliò, come scusarsi
a dire.
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L'autore
malaluna
sono una maschera dietro la maschera scrivo sull'acqua: ciò che scrivo si assorbe e si cancella
Commenti (2)
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elena rapisa6 novembre 2011
Ammutolita m'impregno di questi versi che nella loro crudezza rivelano una profonda pietà e riconoscono nell'assenza di coinvolgimenti di taluni, quasi perdonandola, una necessaria assefuazione alla morte. Struggente.
B
Barba7 novembre 2011
Un originalissimo cosmo di visioni, un canto nero di riflessioni, e volti senza volto. Molto bella!

