A taglio sfrontato di maiuscole rosse
Attraversa l’aria con nonchalance
l’odore dell’erba
è quello maturo e denso di finestate
cerca rifugio nel quieto sfumare delle nubi vaporose
come fosse il suo funerale, gettato via ogni ricamo
di nuova luce da inventare
sembrano
le porte delle case murarsi all’interno, guardare
immobili le stanze
forse si apriranno i vetri sfiancati dalle rotondità
delle montagne
mi chiederai di esserti ancora
di viverti
con i tuoi mozziconi arrotolati sulle labbra
a taglio sfrontato di maiuscole rosse
ritrovando la luce di settembre a spatolate fra lembi
d’azzurro
piegando sorrisi alle chitarre.
©
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L'autore
malaluna
sono una maschera dietro la maschera scrivo sull'acqua: ciò che scrivo si assorbe e si cancella
Commenti (1)
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B
Barba9 novembre 2011
Originale il titolo, molto bello, come tutta la narrazione, dallo sfondo malinconico. Si addentra in mondi così mutevoli, e ha uno sguardo visionario e profondo su ciò che la circonda. Sembra parlare ad un Amore, assoluto, per qualcuno, qualcosa, per la vita. "sembrano le porte delle case murarsi all'interno, guardare immobili le stanze" Sublime spessore poetico!
