Un mattino di un operaio
Antonio Torre
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Andiamo nei giorni di sole
coi visi mutilati
dai sorrisi dovuti.
Il lavoro attende
E la vita attende
E la morte.
Il campanile esteso è fermo,
ha aghi di cielo
e ragioni perdute in altre mani.
In quelle della notte
s’odono stelle saziarsi in precipizio.
Un canto non nostro saluta,
e donne che noi non vedremo.
Su pietre rotte dal sole
si piegano ferme le spalle
ed i denti.
Qualcuno ha perduto il suo morso
nei tratti venduti al sudore.
Ancora un giorno scende,
ancora un giorno,
Un nuovo altare
su cui sacrificare il mondo.
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Antonio Torre
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