Le radici della mia poesia
Il filo che scorreva tra i miei pollici
ricordo che per te era una cometa
disposta a farsi gomitolo nelle tue mani.
Il vapore che al cielo saliva lento
dal respiro di un piatto di minestra
mi dicevi avrebbe riscaldato la luna.
Il ceppo che nel caminetto crepitava
sprigionando mille parole di fuoco
mi spiegavi ch’era la voce delle stelle.
Al fiume si congelavano dita e panni
indurendosi come roccia al vento
affermavi che l’amore li avrebbe sciolti.
Le bucce delle patate distendevi
sul davanzale ove nascendo il sole
in riccioli li mutava per gli angeli.
Tu che non sapevi leggere e scrivere
mi facesti amare le radici della poesia
quella che alberga nei cuori semplici.
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Commenti (2)
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Marilena25 novembre 2006
Una bella dedica a chi ti ha trasmesso la passione per lo scrivere... un dono che ci doni..con questi versi..bravo Cesare.. Mari
Lauretta4827 novembre 2006
Altra stupenda espressione poetica. Mi emozioni Molto profonda e cara al tuo cuore. Bravo!
