L'ultima sera
Amavo i tuoi letti sporchi e
le tue fragili poesie,
i tuoi abbracci lenti e
l'amore per me profondo
come la terra,
sottile come la polvere.
Ma il dolore l'ho tenuto
stretto a miei polsi come
fosse la tua mano a
custodirli l'ultima sera.
E si apre la ferita sopra
un letto di spine che
mi colpisce al cuore,
tingo i miei occhi nella cenere,
bruciano nel male,
si sfregano nel pianto.
Io questo pianto lo divoro
per intero pertenere
il tuo collo con me,
l'ultima sera.
©
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