“Lacrime di fango”
Rocco Pulitanò
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Non riesco
a comprendere il perché,
se mi avvedo all'improvviso
del mio animo che muta,
divenuto in un istante
cupo e nero ...,
forse più del mio caffè.
Più di queste grigie nubi
che del lento approssimare
son già cariche di pianto.
I miei occhi insospettiti
dal balcone scrutano il cielo:
cercano l’azzurro che non c’è!
E mentre osservo attonito
il loro avvicendarsi,
dentro il petto avverto forti
sensazioni di paura, di dolore.
Nubi gelide proseguono la corsa
riversando lacrime d'inutile orgoglio;
rapiscono la vita,
svanita nella solitudine del buio.
Presagi di sventura affiorano alla mente:
il mio cuore è inorridito,
si consumano tra la gente.
Mani tese, corpi straziati
il fango porta via, nessuno urla più...
è la vita che si spegne.
Dal cielo mormora la pioggia
su torrenti esigui divenuti per sventura
...oceani in tempesta.
©
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L'autore
Rocco Pulitanò
Scrivere è forse il solo momento di conciliazione che riesco a concedermi quando il dolore inquina i miei sogni. Mi aiuta ad essere meno ipocrita con me stesso, se mi illudo che la sofferenza sia solo un temporaneo appannaggio della felicità. Io che ho creduto d’ingannare il tempo, di rendere le distanze solo lunghe pa
Commenti (1)
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Mariasilvia17 novembre 2011
Una poesia notevole. Un passo dal cielo, un passo dalla palude. Il tempo che travolge e il tempo che fa sperare... Complimenti!
