Langue afflitta

Sforano
di quel squarciar
di scudo con l'abuso
e trapassano ferendo
i letali ardori...
Precipitano cospicue
le acque
dall'acido sentore
ad arricchir
torrenti di timore...
tracimano quegli argini
di fango e di terrore...
Naufraga
quell'oro maledetto
da bagnarole
fatiscenti e varie
e vischioso è il manto
ch'estende
di luttuosa sorte.
Veste di plumbeo
quel cielo oltraggiato
ed espande nube
dai raggi letali
...langue la terra afflitta dall'incuria
e piange trafitta dal disamor
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
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M
Maria Rosy13 novembre 2011
Un disamore che percuote terra e mare e infine il nostro cielo essendo Unico (forse) nel'universo intero ha quasi perso il suo manto che permetteva di salvaguardare la vita sul nostro pianeta. Unico per bellezza nel'universo conosciuto. Sei sempre meravigliosa nelle tue rime.
