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Sociale 13 novembre 2011 · lettura 1 min · 2830 letture

Natura ribelle

Giovanni Chianese 702 poesie pubblicate
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Una volta nelle anse di quel fiume c'era l'erba che rigogliosa cresceva nella luce del sole e gli uccelli che saltellavano sulla riva animavano la campagna coi loro canti ma ora c'è fango solitudine e morte: è lo spirito della natura che all'incuria dell'uomo si ribella.
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L'autore
Giovanni Chianese

Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na

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Commenti (5)

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S
Sadness19 novembre 2011

Sensazioni ben redatte in questa lirica, semplici versi intrisi di una sentita tragicità dove l'autore coinvolge intensamente chi legge; breve lirica con delle adeguate metafore ... dal silenzio degli uccelli, al fiume di fango ... piaciuta

M
Mariasilvia19 novembre 2011

Lo spirito della natura,è selvaggio, primitivo, pulito mai irrispettoso. L'uomo s'affanna, trasgredisce e trova sangue e dolore. Versi che esprimono l'angoscia di un tempo che vuol tornare forte e non disperato. Molto apprezzata. Una visione ben descritta, breve e incisiva della miseria di noi tutti. Approvata la scelta! Bella! Complimenti!

Silvia De Angelis20 novembre 2011

Incuria dell'uomo nella protezione della natura, che ha perso gran parte dei suoi rigogliosi manti di verde... Versi apprezzati

Donatella Pezzino22 novembre 2011

Versi incisivi densi di sensibilità per una natura nata bellissima e violentata brutalmente dall'uomo. Le immagini forti che riescono ad evocare lasciano profondi solchi nel cuore e scuotono le coscienze... complimenti

Chiara Vacchieri13 gennaio 2013

La natura mostra i denti azzannando la prepotenza con la quale l'uomo avanza nel cercare di sottrarle il piatto offerto in Dono dal Creatore ad entrambe. Versi drammatici che si marchiano a fuoco nell'animo del lettore stigmatizzando una colpa bruciante di accecante attualità.