Fango
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vi è umanità che vive nel fango e non si accorge di farlo. in esso vi sguazzano e vi realizzano i loro turpi affari. meglio poetare che essere infangati. complimenti vivissimi
ermeticamente Bilatata... ci leggo un possibile allinearsi ad alcune situazioni, qualcosa che è sfuggito di mano e che sta corrodendo qualcos'altro ... una sorta di ritorno sui propri passi, in un passato non troppo lontano che affonda nel 'fango' (non me ne volere per la mia ardita lettura) rimane comunque una cosa sicura grande!
Un moto d'ira o di ribellione... una reazione, forse spropositata, in ogni caso dettata dall'esasperazione di nuotar nel fango di ciò che non va... ma, infine, ci si ritrova soli, proprio là dove s'era trovato rifugio... e cala l'amarezza, il sarcasmo di chi si sente solo nella lotta, e considera che forse meglio sarebbe far come molti e arrendersi, affogar nel fango... Ma è solo lo sconforto che prende a tratti... un lottatore rimane comunque un lottatore e si rialza presto... Molto sentita e condivisa, amara, incisiva, sui generis... un tratto unico ed inimitabile
"Non si riflette" mi sembra possa aver due significati almeno in questa poesia... Quello meno evidente è che noi siamo il riflesso di coloro con i quali parliamo... Non quindi troppo impulsivi o non solo comunque ma diamo il peggio o il meglio di quello che siamo a seconda di chi è in nostra compagnia. L'indelicatezza qui è un boumerang! Nella seconda parte della poesia sembra più un voler entrare dentro di sé e ritrovare quel vuoto che porta lontano dai clamori, dalle sentenze, dalle lacerazioni... L'epilogo lascia da pensare... ci rifletterò! Comunque... Bellissima!



