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Introspezione 15 novembre 2011 · lettura 1 min · 2044 letture

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elena rapisa 602 poesie pubblicate
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Quando cederò all'ombra non mi intrecciate sul petto le mani che onerosa croce già mi oppresse in vita. Di bianco vestitemi quale calla che effimera si guasta se la contempla luce Consumate caduche sembianze in alte fiamme che sia purificata la carne e si dissolvano i peccati che amai Non voglio che orbite vuote siano culla a fiori. E non versate lacrime che già troppe intridono l'anima dei vivi. Che il vostro figurarmi mi scorti in spazi dove non osa lamento di prefiche, dove solo l'amore sia conforto.
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L'autore
elena rapisa

Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do

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Commenti (4)

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C

una profonda poesia che è testamento per quando da miseri pellegrini sostituiremo ai piedi le ali, ottima

Patrizia Ensoli15 novembre 2011

Intensa ... purificata dalle fiamme, dai peccati che amai ... Lirica forte, profonda considerazione che condivido in toto ... se ho ben capito ... Libera polvere, sparsa nel vento ... IDEM Bellissima e di stile ...

P
Paolo Morganti17 novembre 2011

Esortazione dolce e suadente al ricordare un anima bella e pura che con un resoconto molto fiero del vissuto lascia ai posteri amore e richiesta non di lacrime ma di amore.

Giacomo Scimonelli25 ottobre 2012

un testamento poetico per il proprio corpo e per la propria anima che si gioverà non di lacrime versate da chi è rimasto in vita... versi profondi... scorrevole ed incisiva