Quattro passi nella notte
Hariseldom
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Avessi ancora il vizio del fumo
o magari un cane
la notte potrei uscire
a morde l'anidride sotto gli alberi.
Lo senti l'odore della città
quando è notte
e ti morde la vena
quell'odore
e ti spacca il cervello,
perché sai che la notte
tutto s'ammorbidisce
come crosta in acqua.
Sapessi almeno andare in bici
di notte
sapessi
le radio sono malinconiche al notte
cessa il vociare
dei cronisti esasperati
delle dediche
dei santi ispirati delle radio
che credono in un Dio
per il dubbio, maiuscolo.
I morti che escono la notte
fumano vicino alle puttane
senza dar loro fastidio
i morti
leggono i giornali prima degli altri
la notte.
Passi, ovatta di respiri
e il senso di una vecchiaia
che incombe
sopra i sopraccigli e la barba bianca
la notte
si la notte
nel crepitio di stelle morte
eppur visibili
la notte
questa
ora
silenzio.
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Hariseldom
Commenti (1)
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Rita Stanzione16 novembre 2011
"...i morti leggono i giornali prima degli altri..."senza parole per alcune immagini proposte. testo teatralmente riflessivo, anche se di fantasia

