473 lettori online · 361.673 poesie · 7.625 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Dialettali
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da estro non diede beltà
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Dialettali 16 novembre 2011 · lettura 2 min · 1579 letture

Amuri ruci

estro non diede beltà 91 poesie pubblicate
+ Segui
Quandu pensu a 'chista vita mia, e jorna janchi e niri chi passaru, i festi, i lutti, 'ncuntrati 'nda via, mi fazzu sempri u sang'amaru. Volivu stari 'ssettatu cu 'ttia, vicinu o mari, i notti, 'nda stati, cuntandu nu mundu i fantasia chi fa sognari i 'nnamurati. Volivu usari tutta a me paccia, mi ti 'mbarcu 'ndo motorinu senza fari, stringiuta a 'mia, mi ti fuju a notti, fin'o matinu. Volivu 'chjanarti a Santu'lia, supra l'urmi ru riavulu, 'nniricati, e 'mmaginari ca na seggiovia 'ndi cala fino a mari, 'mbrazzati. Volivu rassari, comu delfini, na scia, natandu a nura, toccanduti a pej. 'nventari puru na srana magia: mi ti pozzu viriri quandu non ci sei. Tuttu sembra sulu na litania, i nu vecchju chi non voli campari, chi si crogiola 'nda nostalgia, ca vita vera non sapi 'ffruntari. Inveci, quandu scrivu na poesia, voju recuperari u tempu perdutu, non sapendu apriri l'anima mia e cu li fimmini restavu mutu. Amore dolce. Quando penso a questa vita mia, ai giorni belli e brutti che sono passati, le feste, i lutti, incontrati nella via, mi faccio sempre il sangue amaro. Volevo stare seduto con te, vicino al mare, le notti, in estate, raccontando un mondo di fantasia, che fa sognare gli innamorati. Volevo usare tutta la mia follia, per farti salire sul motorino, senza fari, stretta a me, per correre la notte, fino al mattino. Volevo portarti a sant'Elia, sopra le orme del diavolo, annerite, e immaginare che una seggiovia ci fa scendere fino a mare, abbracciati. Volevo lasciare, come delfini, una scia, nuotando nudi, toccandoti la pelle, inventare pure una strana magia: di poterti vedere anche quando non ci sei. Tutto sembra solo una litania, di un vecchio che no vuole campare, che si crogiola nella nostalgia, perché la vita vera no sa affrontare. Invece, quando scrivo una poesia, voglio recuperare il tempo perduto, non sapevo aprire l'anima mia e con le femmine restavo muto.
♥ 0 💬 2
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Santu'lia è una località collinare dove c'è un masso a precipizio sul mare, scavato in più punti e anneriti dal tempo, che sembrano impronte . Si racconta che il diavolo li ha lasciati quando il Santo Elia con un calcio lo ha scagliato nel mare dove ha dato origine alle isole Eolie.

L'autore
estro non diede beltà

Se sei bravo puoi scoprire chi sono anagrammando il mio pseudonimo. Se non sei interessato è lo stesso. Un aiutino per chi vuole scoprirlo: L'Europa prega e lavora con sobrietà, mentre Parigi colta e mondana mostra del mio viso l'ambiguità, icona, della geniale creatività italiana.

Tutte le opere →

Commenti (2)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Caterina Zappia17 novembre 2011

Ricordi e nostalgia s'intrecciano in questo canto molto bello ed armonioso, in un dialetto intenso e quasi simile al mio. Complimenti!

Pierangela Fleri18 novembre 2011

Non sapìa japriri l'anima mia... e cu li fimmini ristava mutu... Sembra uno degli stornelli che cantava mio nonno, struggente il ricordo... grazie, melo hai fatto rivivere con un amagica emozione