Lettera d'addio
estro non diede beltà
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Non riesco a trovare le parole giuste e vere
per descrivere quanto mi piace guardarti,
quali carezze farei al tuo viso e alla tua pelle.
La tua bellezza, che ho sempre sognato,
vorrei dipingere, e dipingere,
come un tossico,
in tutte le pose possibili,
in tutti i vestiti più incredibili,
in tutte le pettinature più improbabili.
Quanto dolore provoca la mia impotenza,
per non essere quello che desideri tu.
Quanto ho amato il tuo pianto,
erano le mie lacrime, che non riesco a versare.
La tua rabbia mi ha svelato
come volerti bene:
amarti, amarti da lontano e lasciarti vivere la tua vita,
dileguandomi nel passato per sempre.
L'amore è il sangue, è il respiro, è la forza della vita
e tutti abbiamo diritto ad averne un pochino, anche uno sguardo,
una carezza, o solo un affettuoso sorriso.
Addio amore mio.
©
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L'autore
estro non diede beltà
Se sei bravo puoi scoprire chi sono anagrammando il mio pseudonimo. Se non sei interessato è lo stesso. Un aiutino per chi vuole scoprirlo: L'Europa prega e lavora con sobrietà, mentre Parigi colta e mondana mostra del mio viso l'ambiguità, icona, della geniale creatività italiana.
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