La finestra
Che si posi il pianto leggero e pacato
sulla finestra con il rigido d’inverno:
l’ho seminato di bianco velo su
tutti i vetri.
Ho conosciuto l’illusione
tra le righe brutali di un imbarco
inaspettato dove le lacrime
mi asciugavano le pupille.
Di un viaggio inatteso rimane la cicatrice
che né il giorno né le gioie curano,
che una coperta stende sul dolore di ieri,
quando fuori pioveva
quando tu mi ignoravi.
Ieri ho rimarginato uno squarcio
sulla mia anima, ma mi scivola
il pensiero su te che mi
tenevi la testa quando ancora
non veniva l’estate.
Tu che socchiudi gli occhi
ricordi alle mie pareti laghi
non visitati, parole non dette,
fiori taciuti in incauti respiri.
Ma il respiro io l’ho affogato
nelle tue braccia che non più
celano la finestra ed il suo pianto.
©
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