290 lettori online · 358.307 poesie · 7.565 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Cronaca
Cronaca 17 novembre 2011 · lettura 1 min · 1597 letture

4 Novembre 2011- Genova

Caterina Tagliani 118 poesie pubblicate
+ Segui
Ruppe il cielo in un pianto e in un baleno, il fiume che l’accolse non bastò, e fu subito…piena. Tracimò a valle, congiunse le sue acque con le sorelle e case e vite travolse nella sua corsa e non ebbe pena neppure per quel bimbo e quella mamma che trascinandosi nell’acqua che ribolle lo sollevava in alto, sulle spalle. Letto di fango per morire ha un vecchio a cui la furia infetta non die’ scampo, come torrente avvolse quella gente stringendole fra lamiere ormai contorte. E piange ancora il cielo, né ancor smette. Il fiume ha rotto le catene…erano troppo strette.
♥ 0 💬 3
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Di fronte a certe tragedie, non bastano parole per descrivere quanto è avvenuto

L'autore
Caterina Tagliani

Buona giornata a tutti amici. Mi presento: sono Katia, ho 66 anni e sono in pensione. Ho operato sempre come docente di Scuola dell'Infanzia, poi come psicopedagogista e infine come Bibliotecaria. In merito alla poesia, ho pubblicato conl'Editore Aletti la raccolta...VORREI... e altre poesie sono state premiate in altr

Tutte le opere →

Commenti (3)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
B

Come una piena la poesia comincia quasi con lentezza per poi coinvolgere. Anche le parole sembrano scorrere meno velocemente all'inizio e poi conquistano.

Un bel componimento poetico su un dramma evitabile se gli uomini non fossero stati così incoscienti e stolti a giocare con le leggi della natura. Non si può fumare mentre si costruiscono fuochi artificiali. Prima o poi si salta in aria insieme alla sigaretta. La stessa cosa si verifica in natura: non si può costruire sui letti dei fiumi senza pensare che prima o poi il fiume non vorrà riprendersi il suo territorio

Arcangelo Galante2 febbraio 2012

Un testo di cronaca dove la poesia viene utilizzata per far rivivere momenti tragici e dolorosissimi, specialmente per coloro che li hanno vissuti in prima persona. Le immagini descritte evocano sentimenti di impotenza e indignazione umana di fronte ad una catastrofe naturale che, forse, si sarebbe potuta evitare con specifici interventi da parte dell'uomo. Complimenti all'autrice per aver reso chiaramente l'idea della sciagura avvenuta in terra ligure. Apprezzata.