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Fantasia 19 novembre 2011 · lettura 1 min · 2031 letture

Mi ricordo quei giorni a Camelot

Hariseldom 1264 poesie pubblicate
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Ricordo sempre i dolci giorni a Camelot e Ginevra che mi chiedeva storie Ginevra con le sua gambe bianche Ginevra del pianto e dell'amore. I cavalieri a giocare e il re a dispensare la sua giustizia finta buona per i nobili lurida per i poveri. E quei cavalieri d'altra sponda con la loro omosessualità mascherata a parlare di fede con voce di fiele. Ah Ginevra ero solo un cantastorie e tu una regina le tue labbra bagnare di pianto le tue gambe bianche e il tuo desiderio fatto di drappi e veli trasparenti. Merlino prigioniero della donna crudele madre di un re tiranno. Se Galahad fosse stato tuo figlio Ginevra dimmi se fosse vera la leggenda quella notte saresti venuta a sciogliere i tuoi capelli a me ribelle cantastorie uccisore di tiranni? Ricordo il tuo volto affranto le tue mani sui miei occhi e quell'odore di muschio e muffa nella stanza delle lame quando all'alba del quinto giorno schivai il tuo sguardo per andare via oltre le terre nere di Camelot.
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Commenti (1)

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Antonio Terracciano19 novembre 2011

Non sono un buon critico, e generalmente non amo molto le poesie non in rima. Ma leggo sempre volentieri questo poeta, e qui dico, una volta per tutte, che anche in questa prova, per l'ennesima volta, egli riesce, con il suo stile sempre alquanto personale, ad immergerci in un'atmosfera fiabesca ed onirica, quasi sospesa nel tempo, che non può non avvincere un lettore minimamente sensibile, anche prescindendo dal significato preciso di queste composizioni.