Autunno cupo
estro non diede beltà
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Madide, fradicie, foglie morte
calpestate da cercatori di funghi,
simili a masse di profughi
in attesa di migliore sorte.
Ormai, chiuse tutte le porte,
di speranze, illusioni, paghi;
aspettiamo che il tempo seghi,
nel ramo dei ricordi, le scorte.
Addio stagione della vita,
segnata da grandi passioni,
fredde, carnali, d'ombra e di luce.
Possa l'inverno, ristabilita
la pace, scacciare i demoni
che l'ansia della fine produce.
©
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L'autore
estro non diede beltà
Se sei bravo puoi scoprire chi sono anagrammando il mio pseudonimo. Se non sei interessato è lo stesso. Un aiutino per chi vuole scoprirlo: L'Europa prega e lavora con sobrietà, mentre Parigi colta e mondana mostra del mio viso l'ambiguità, icona, della geniale creatività italiana.
Commenti (1)
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S
Sadness23 novembre 2011
Intense le sensazioni trasmesse in queste "severe" strofe, comunque di notevole e grande bellezza, sono pensieri sentiti redatti utilizzando giuste metafore esasperatamente adeguate, questo il mio sentire dove nell'ultima strofa raggiungo il massimo dell'odorare, complimenti sinceri all'autore/autrice, una meraviglia
