E corre quel treno

Son pur mesti i filari
che al brullo fianco
di strada ferrata
scorrono
e son rimosse e divelte
le brune zolle
dei campi sopiti
è traslucido il manto
d'algida brina
che indossa pianura
e solingo quel merlo sorvola
e si posa
e becchetta alle zolle
e a quei rami nodosi
zampetta.
E' torpore profondo
ch'avverte lo sguardo
in scorrer veloce
...è torpor di natura
che culla ovattata
in fitte brume
e corrono... corron i vagoni
e dissolvon nel bigio
i dintorni spettrali...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
M
Maria Rosy23 novembre 2011
Mi sembra di vederlo quel merlo nello scorrere del brullo e ombroso panorama. Bella e poetica con uno sfondo di malinconico autunno
Silvia De Angelis23 novembre 2011
Perde di nitidezza il paesaggio, immerso nella nebbia più fitta e tutto sembra immergersi in quell'opaca dimensione che attira entro sè...anche il percorso di un treno in corsa... Versi apprezzati

