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Clara Gismondi
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Ciminiere appese ai tetti
immobili
paiono fissate al cielo
a rompere equilibri
dubbie bandiere
si alzano
echeggiando un tempo operaio
fumoso
ora
muti baluardi alla discarica.
Dalla finestra
le vedo allungarsi fino al mare
alberi di navi appisolate in porto
richiami per gabbiani ignari.
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L'autore
Clara Gismondi
Commenti (3)
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Patrizia Ensoli23 novembre 2011
Desolante panorama, di una terra che stiamo letteralmente prosciugando e distruggendo ... Il progresso, le necessità dell'uomo ... lo sviluppo... eppure, tutto questo, non ci ha reso più felici, forse più colti, ricchi... ma a che prezzo ... la terra piange e gli uomini, sono sempre più soli... Molto bella Clara, una poesia che inevitabilmente mi ha condotto a queste riflessioni, brava...
Rita Stanzione23 novembre 2011
Suggestiva e amara constatazione sui resti del progresso, baluardi di uno squilibrio annunciato. Molto ben scritta, complimenti
Aldo Bilato23 novembre 2011
ben scritta e ben detto, si!... questa riflessione, dovrebbe servir da monito a quelle persone... che poco hanno imparato affacciandosi alla finestra... vedono, ma non osservano...



