L’eco del gabbiano
Giovanni Chianese
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Vola un canuto gabbiano
sul lontano orizzonte
ha le ali che fluttuano
come le onde del mare.
*
Ha occhi stanchi
nella gelida scia
di nuvole grigie.
*
Goliardo sfiora gole profonde
e lussureggianti strapiombi
nella voce del vento.
*
Immobile nella musica
di un fruscio alato
plana nella risacca
*
Guarda il mare come uno specchio
vede quel gabbiano che sono io
e leggero si sente col peso
di ricordi e passioni.
*
Ora al sol rovente brucia il corpo
e nello spazio azzurro
è libera un'anima in apnea.
*
Vola respirando forte
in quel mondo del nulla
e qui sente una voce
gridare più volte:
è l'eco di un vissuto agli albori
che risuona fra pendici
di un sogno fantastico.
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L'autore
Giovanni Chianese
Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
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