la tratta degli skiavi
Mattine infreddolite
di ghiaccio sulle scarpe
sul ciglio di una strada
a macinare pneumatici
pensieri che sfrecciano.
Tutti.....
in fila ad aspettare
l'uomo bianco.
Arriva
li studia
ad uno ad uno
palpa
gracili bicipiti...
è un mercato
di carne da macello.
..."tu, sali su!"...
gelo nelle ossa
occhi rosso sangue
ad anelare un posto
sul furgone "speranza"
che invece si dissolve
come nebbia mattutina...
"non c'è
un giorno di lavoro
anche per me!
pochi soldi
almeno per campare.
ero ingegnere......
ora sono schiavo!"
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Zima
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
F
Fulvio631 dicembre 2006
Tragica e cruda realtà, purtroppo ancora molto reale.
Pino Penny6 dicembre 2006
io trovo che una poesia debba essere libera come questa.aggiungo che se trasmette l'emozione provata dall'autore, essa ha raggiunto lo scopo per cui è stata scritta.

