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Uomini 29 novembre 2011 · lettura 1 min · 996 letture

Depressione

Antonio Filippelli 38 poesie pubblicate
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Un imbrunire di occhi, non è una notte che andrà via con la facilità delle ore, con il girotondo allegro dei secondi, con il passo deciso dei minuti. Un tramonto di sorrisi, non è un sole che tornerà, ogni raggio sarà un ricordo sbiadito, una dimenticanza, un vuoto di sapore tra lingua e palato, di quel sapore che illuminava le giornate, gli attimi, la vita. Una diaspora di tristezza, seminata nell’orto che non porta più frutti, terra secca, stuprata dal vento, buttata in quegli occhi con l’apparenza di sguardi, con finzione d’iride. Tutto spento, buio. Quel sentore di panico Che tutti abbiamo In una notte d’inverno Quando il temporale Rapisce l’anima alla lampadina, lo sconforto nel sopportare la legge della notte. Che cosa si prova Quando si spegne il cuore? Quando il temporale Prende l’anima ai nostri occhi, al nostro presente, e non c’è più passato, futuro, luce?
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... ho conosciuto gente priva di luce, nell'anima, negli occi, nel cor! Ed io, appagato dal mio vivere, non riuscivo a capire come facesse a vivere in zone di depressa penombra!!!

L'autore
Antonio Filippelli
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Commenti (3)

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S
Sadness29 novembre 2011

Quello della depressione è tema molto sentito, specie tra donne, e purtroppo è anche fonte d'ispirazione, almeno per me ... in questa lirica sono molto belle e vere le metafore utilizzate dall'autore ... nella nota si cela un messaggio, forse ora è problematica più sentita? Complimenti molto apprezzata

C
Claudio Toccafondi29 novembre 2011

Conosco bene questo male devastante e trovo che l'Autore ha saputo ben raffigurarne i segni e la penosa atmosfera. Molto bella, compliment.

p
paolo corinto tiberio30 novembre 2011

ben descritta... vi si ritrovano i tratti, vuoti inani e pericolosi, di questo morbo dell'anima sempre più in aumento...