Angusti paradisi
Antonio Filippelli
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In un rosario
di cicale e grilli,
corpi esili di foglie
e arbusti imitano statue
aiutati d'assenze di vento.
Strati di sole potente
si fan tremuli all'occhio
su spianate deserte di bitume,
calpestato dal nulla, strisciato a stento
da beate lucertole, ingolosite dai raggi.
Un'afa perpendicolare,
che cade su testa e braccia,
patinando fronti e colli,
che cade corpulenta, tangibile
su disperate giornate
anelanti di improbabili frescure.
Le case sono matrioske
che nascondono angoli di salvezza,
piccolissimi ripari d'ombra
paradisi angusti di calcolato refrigerio.
Trucchi di nonne sapienti,
una porta semichiusa,
boccucce strette di finestre,
occhi sbarrati di persiane,
inventano percorsi d'un vento
che pareva non esserci,
ma che germoglia
dall'umana astuzia.
E s'attende l'autunno
con la brama del mare che aspetta il fiume,
con l'anelito del ragioniere per la domenica.
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L'autore
Antonio Filippelli
Commenti (1)
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poeta per te zaza7 luglio 2012
Suoni della natura come "un rosario di cicale e grilli" e immagini come gli arbusti che imitano le statue, originalmente considerati e proposti dalla maestria dell'autore.

