Fiori da frutto
Antonio Filippelli
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Prendi del cuore
la parte più scura
e gettala via,
nel funestar di onde
impazzite,
che a riva sbarcan per far male,
per ridurre in polvere
ciò che pare eterno,
roccia e scogli,
muscoli antichi e forti
del mondo di terra.
Prendi degl’occhi
il riflesso più greve
e gettalo nel sole,
là dove la luce annienta i contorni,
mortifica profili,
e tutto è bagliore,
immensamente bianco, puro.
Prendi del tempo
quello passato ad amare,
un salto d’acqua,
le braccia al cielo
di dolci piante,
la fedeltà di quattro zampe
sull’uscio che accoglie i ritorni,
i sorrisi altrui,
le mani che stringon
proclamando franchezza,
lo splendore caldo d’un abbraccio,
l’umanità come fu pensata
e gettalo nel vento,
chissà si faccia spora *
per quei fiori da frutto
d’uman sembianza.
©
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Antonio Filippelli
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