Ho scelto
Voglio la terra che tu sei,
alcuna stella non ho
nelle lande planetarie.
Tu sei un universo molteplice.
I tuoi occhi grigiomare
sono l'unica luce che mi conduce
tra costellazioni smarrite.
La tua pelle trema nelle vie
che la stella della pioggia percorre.
I tuoi fianchi furono per me la luna
la tua bocca sole e piacere
che dona come miele luce ambrata.
Raggi rossi bruciano il tuo cuore
e percorro il fuoco della tua presenza
baciandoti, tu, mio piccolo dolore,
figura planetaria, terra e colomba
spinta al volo continuo,
lontana sosta del mio cammino,
geografia di una terra lontana,
perduta e ritrovata.
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