L'anima della notte
estro non diede beltà
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Indelebile ricordo d'estate
su una decappottabile rossa,
percorrevamo le curve di corsa
colpiti da profumate ventate.
Discese, da stelle illuminate,
rischiando di romperci le ossa
sfracellandoci dentro una fossa,
eravamo anime scatenate.
L'ebrezza, paura, l'oscura notte
ci droga la mente, come un matto
cerca vita mentre sfida la morte.
Gridavamo: ” Dio!”, con voci rotte
dall'emozione, ”è un contatto!”
col mondo schivo, della nostra sorte.
©
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L'autore
estro non diede beltà
Se sei bravo puoi scoprire chi sono anagrammando il mio pseudonimo. Se non sei interessato è lo stesso. Un aiutino per chi vuole scoprirlo: L'Europa prega e lavora con sobrietà, mentre Parigi colta e mondana mostra del mio viso l'ambiguità, icona, della geniale creatività italiana.
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