Le ragazze tristi
Sanno di viole del pensiero
gli sguardi delle ragazze tristi e
abbandonate dalla vita.
Sanno di abbracci sospesi
i loro addii, ti salutano
come se tenessi in catena
le loro radici le ragazze tristi.
Sanno di graffi e sassate
i muri delle loro case,
sanno di pietre le loro lenzuola sciupate.
Sanno di solitudine
le loro voci, sanno di sabbia
e odorano di spine i loro pianti,
i pianti delle ragazze tristi.
Sono due petali celati dagli occhi,
sono morse di dolore tese
da corazze di metallo grigio,
sono castighi in trappole di vetro.
Sanno di nero e vuoto
le loro pupille, incatenate
in lastre sottili di ghiaccio,
da freddo e nebbia inghiottite.
Così ti ho detto addio:
col gelo nelle ossa e il sangue
divenuto bianco…
e ti saluto ancora,
come salutano le ragazze tristi.
©
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