S. c. e. m. i
Spenta è la vista e tra la quieta tenebra
i lampioni stanno riposando.
Si accenderanno ancora? Non so quando.
Ogni pensiero diurno si ottenebra
nella città in assenza di corrente;
mi muovo cauto in questo buio arcano,
senza luna, tastando con la mano
il nulla mentre passeggio lentamente.
Nuove creature plasmo nella testa,
fantasmi e mostri presi dalla vita
cui dare forma vera e definita
ed il pensiero diviene tempesta,
neuroni sciolti nella fantasia.
D’incanto s’accendono i lampioni
e riafferrano con tremanti toni
la mia realtà che pare malattia.
©
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