Notti in fuga
Rita Minniti
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Mi sorprende la notte
in un riflesso che m’acceca,
ascoltandomi
al ritmo di spasmi mal celati
nell’udire canzoni stracciate al gelo.
Flebile il mormorio insistente
di note sfumate
al rauco respiro del giorno,
quando m’arrendo
allo scompiglio del buio
di questa sera senza luna.
E mi chiedo
cos’è quel senso che mi corrode,
che prende la mia mano e mi trascina
in un’altalena d’emozioni,
dove non c’è ritorno
nel lasciarmi andare,
se poi torno sfinita in un cielo nero.
S’amalgamano le ore,
confuse e incerte,
salvandosi dal cadere
per volontà d’esistere,
quando s’accendono i sensi
illuminati da notti in fuga dall’oblio,
e mi ritrovano addormentata
in una luce
che il brusìo d’intorno spegne.
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L'autore
Rita Minniti
Commenti (1)
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Maurizio Spaccasassi27 aprile 2012
Essere dentro alla notte, svegli e vigili senza un sogno da iniziare è come essere dentro un mare nero senza remi in balia di una corrente che non ti lascia vedere. Capita spesso di smarrirsi e di cercare un senso che ci addormenti la notte ai piedi del letto come un cagnolino. Perché noi sappiamo che se lei è serena lo siamo anche noi. Ma questo capita a chi è consapevole del presente e del suo crescere. Compplimenti

