Nel mare

Gemita la chiglia del veliero
respinge i tentacoli di salsedine
del dio Nettuno,
gridano tronfie nello scuro le maestose onde
ululano parole vuote colme di paura.
Miriadi di flutti salati frangono la tolda
frustando le sue sponde.
Gemita la chiglia del veliero.
Come filo d'erba cerca riparo nel deserto.
Il vento mozza il fiato
ammorba ogni fessura,
deforme nel movimento valica ogni rupe
s'abbatte nell'incavo dei monti
ciclopica la fatica a tenersi fuori.
Gemita la chiglia del veliero.
La notte si tramuta in giorno
nella lotta tra pioggia e vento
si stendono le onde
soddisfatte assistono sornione.
Sorride la chiglia del veliero,
sorride la tolda al pianto d'acqua dolce
le vele slaccian le cinture
si librano nella piatta d'una baia cheta.
Il vento si ritira
e tornano a respirare le fessure.
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L'autore
leonardo d’auria
militare in pensione, sessantenne, ho riscoperto, dopo anni di anonimato interiore, il gusto di esprimere emozioni della mente.Spero di dare un'emozione a chi sente l'anonimato interiore che per tanto tempo mi ha attanagliato.
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