Essere senza esistere
elena rapisa
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Si soffermava sovente,
allor che l'ultimo raggio
svaniva dietro il monte,
a scrutare i treni di passaggio.
Appoggiato alle sbarre
chinate sulla sua solitudine,
perso nell'illusione
di coglier riflesso un viso
sbirciar curioso dietro
un finestrino,
indugiava in silenzio.
Unica compagna
una valigia
colma di inutili sogni
scevri di pretese
che più scorreva il tempo
più si facea leggera.
Una notte scomparve,
non mancò a nessuno.
Si rinvenne,
così si narra
* ma passò tempo *
una logora valigia vuota
lungo un binario
banalmente... morto.
©
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
Commenti (1)
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Sara Acireale6 dicembre 2012
Purtroppo questa non è fantasia ma una triste realtà...Ottimo testo in splendidi versi per riflettere... per capire che l'indifferenza uccide... L'indifferenza è una triste porta chiusa... Non soltanto non accorgersi dell'altro... ma addiritura volerlo "annullare"...Grazie Poetessa per averla scritta

