Naturale ed infinita ingiustizia
Suda trasuda piange
al cuor le parole
di un mar d'amore
tra acqua e plasma
trascina nel tempo
melma e fiori
un prato verde
confuso, bruciato,
trafitto e afflitto
da primavera intensa.
Foglie tra il vento
mura e cemento
acciaio lucente
ma da leggera carne
fragile vita
pragmatica ed insensata
tradita da logica
e ragione, a volte
sorprende e muore
in un sol pensiero.
Di orgoglio brucia
come fiamma viva,
tentazione, limiti
e passione pervadono
il vuoto corpo
sospeso nell'infinita
riflessione e azione
nell'incerto esistere
realista o pessimista
un sol punto di distanza.
Tutto divien reale
tra il sentir di tanti
schedato e marchiato
lo sconosciuto
ed il diverso
abbandonato a se stesso
senza un profondo eco
tra rumore e convenienza
il dolor di pochi affoga
tra apparenza e convinzione.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Sara Acireale14 dicembre 2011
E sono d'accordo con l'autore "il dolore di pochi affoga tra apparenza e convinzione"...Una poesia di forte ribellione e impatto sociale... Chiusi come siamo nel guscio del nostro perbenismo, della nostra ipocrisia e dell'indifferenza non riusciamo a vedere il dolore di gente emarginata, lontana dai parametri di questa società fondata sull'avere e non sull'essere, che non tiene conto della persona... Lo sconosciuto, lo straniero, il diverso, viene schedato e marchiato...
