Senza titolo

potrei dipingere
palmizi al vento
accostarli
alle tue braccia molli
mentre stringono il niente
e raccontare
dei tuoi abiti scuri
dei capelli
segnati dalla mia assenza
sogni siderali
in cui parevano piacerci
persino i sabato sera
all'ESSElunga
potrei truccare il viso
di enormi bugie
mentre mi specchio
su questo pavimento
di lacrime e latte
e continuare a cadere
dalle mie fragili
impalcature
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L'autore
calibro9
Commenti (2)
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siddharta giorgio raco9 dicembre 2011
aspettare è come ritornare... un viaggio interiore... quei passi lenti ma sicuri verso ciò che non c'è e forse non ci sarà mai... ci rimane un ricordo, un sorriso... chilometri di nulla e cene precotte a lume di luci al neon per poter far finta di dormire sereni nei giorni di festa con il caffè sul fuoco e una sigaretta da respiare in silenzio...
Nadia Mazzocco11 dicembre 2011
inusuali atmosfe in questi bellissimi versi. É una poesia che sa stupire... Complimenti!!!


