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Impressioni 7 dicembre 2011 · lettura 1 min · 2324 letture

Oltre il ghetto

Giovanni Chianese 702 poesie pubblicate
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Corpi indifesi strisciano aldilà del filo. Magri, spogliati di dignità dormono in loculi per letti. Con visi pallidi, occhi socchiusi da vergogna, denutriti e scheletrici, con capelli rasati vagano nudi come fusi per il ghetto, sotto fucili spianati da Gestapo. Bisbigli, angosce, menti oppresse e ignari destini rasentano destinazioni ignote. Malinconia, tristezza e pianti di nostalgici ricordi brulicano tra lamenti e fili della morte. Aldilà del campo cupe fumarole nutrono dubbi e si scaccia il morbo della morte. Nulla è la vergogna di umanoidi aldilà del Rogo ma indelebile è nei popoli il ricordo dell'orrendo sterminio.
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Premio di Poesia Scrivere 2011

L'autore
Giovanni Chianese

Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na

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Commenti (3)

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Silvia De Angelis8 dicembre 2011

Versi di particolare intensità, elaborati in uno stile davvero raffinato, per soffermarsi sulle atrocità che hanno segnato la vita di molte persone innocenti... Poesia molto apprezzata

M
Moreno Tonioni10 dicembre 2011

Abbraccio e sottolineo questo scritto di denuncia. Il Chianese con rara attenzione propone un'immagine di un accaduto che il tempo parrebbe seppellire. Mantenere viva la memoria, come indignarsi per le attuali ripetute violenze e prevaricazioni è un dovere... ringraziare e lodare l'autore di questo scritto è un piacere. Essendo ligio ai doveri e assolutamente attratto dai piaceri, stringo la mano a questo poeta donando lui il mio sorriso migliore

rosanna gazzaniga27 gennaio 2012

Intensa lirica che ben sottolinea lo stupore della dignità privata. E fu l'invidia per le capacità di un popolo che, straniero, minacciava l'equilibrio economico di una Europa indifferente, a scatenare il delirio di uno scaltro pazzoide. Gli schiavi bianchi dell'Europa coloniale, da eliminare per paura del loro genio. Una lirica che penetra!