I sassi non hanno udito

Son chiuse le sbarre,
nel panico ignorante vago,
dalla ragione fuggo.
Incespico negli inestricabili meandri della mente,
tra ottusi sogni, strane parole appese nell'ombra.
Faccio rumore, abbatto muri inesistenti,
apro porte sconosciute
visito il dolore di coltelli piantati nella carne.
Colpevolizza il senno l'indice accusatore,
chiedo perdono senza peccato da innocente.
Alieno del quotidiano vivere,
vago nel panico ignorante.
Urlo aiuto ai sassi che non hanno udito,
Evapora il giorno e l'umida voce
si spegne nel rumore
d'un silenzio antico.
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L'autore
leonardo d’auria
militare in pensione, sessantenne, ho riscoperto, dopo anni di anonimato interiore, il gusto di esprimere emozioni della mente.Spero di dare un'emozione a chi sente l'anonimato interiore che per tanto tempo mi ha attanagliato.
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