Al dolore
estro non diede beltà
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In bici sotto alberi spogli,
veloce incontro al nulla,
leggero gabbiano raccogli
il vento che nell'aria ti culla .
Scrosci di foglie marce
sotto le ruote, occhi neri
rincorrono amorose tracce
lungo nascosti sentieri.
L'aria gonfia l'anima piegata,
immagina tramonti marini,
su una spiaggia popolata
dagli ultimi bagnanti settembrini.
Fa parte della natura,
con tutti i suoi errori,
accettare ogni stortura
che provoca tanti dolori.
Corri felice come fiume montano,
spumeggia tra salti e gole,
poi lento e placido nel piano
si butta nel mare e muore.
©
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L'autore
estro non diede beltà
Se sei bravo puoi scoprire chi sono anagrammando il mio pseudonimo. Se non sei interessato è lo stesso. Un aiutino per chi vuole scoprirlo: L'Europa prega e lavora con sobrietà, mentre Parigi colta e mondana mostra del mio viso l'ambiguità, icona, della geniale creatività italiana.
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