Maturo e Pigro Oriolo
Raffaella Fiore
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Narcotici martelli, dal conforto in chiassi d’oro,
contro macigni mansueti franarono in ritmo.
Paziente distinse Fato Spirito d’un suono
finché uncino d’impeto, istanti immise, in tal mirino.
Figurò albume in sfogo, la giacente terra in brina.
Schiamazzo d’urgenza mutò, in flautato bisbiglio fioco,
giammai quieto volteggiar del modesto tempo incline,
dal susseguir coscienziosi istanti in Maturo e Pigro Oriolo.
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Raffaella Fiore
Commenti (1)
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Motolese Ciro29 settembre 2012
Hai un potenziale enorme. E' davvero un peccato che l'impatto emotivo delle tue composizioni venga diluito da una ricercatezza e complicatezza che è fine a se stessa nn funzionale all'emozione. E' un po' come se scrivessi poesie da far leggere a te stessa. Io penso che bisogna scrivere con l'intento di far leggere le proprie cose anche alla persona più idiota del mondo ed in quella semplicita' metterci tutto il talento che si possiede. Ed il tuo è tanto.

