All'angolo

Tu allunghi la mano,
io abbasso lo sguardo,
codardo elude la miseria
e la disperazione
dello sguardo tuo,
che attonito,
e invisibile appare
ad un mondo indifferente e ottuso,
che ti cammina intorno,
accecato da inutili appannaggi.
Vorrei allungare anch'io,
fratello mio,
la mia vigliacca mano,
sicché,
non di spiccioli,
ma d'amore si colmi,
e di coraggio,
quello
di cui ogni giorno tu disponi,,
quando,
con pavida umiltà,
ti doni in pasto a noi tronfi leoni.
Vorrei su quella mano
un po' d'audacia,
per fissare negli occhi le miserie
di quel borioso mondo che ti scansa,
al loro pari le tue sono granelli.
Passa un attimo eterno,
da coscienza allertato,
incerto s'alza il mio sguardo,
disilluso, tu, abbassi la mano...
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Commenti (2)
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Patrizia Ensoli13 dicembre 2011
Bellissima lirica che evidenzia un mondo ipocrita e ben pensante ... Veloce carità, la coscienza a posto ... e tanto disagio interiore ... Bella e vera ... Complimenti!!
Patrizia Ensoli13 dicembre 2011
